La vendetta è un piatto che va consumato freddo.



Ci sono voluti quasi dieci anni per consumarla, da quel rigore MACROSCOPICO, ma, nonostante tutto, questo qui sotto ce lo prendiamo volentieri adesso (e con gli interessi).


Bye Bye Juve!

Sentimenti.



dead leaves and the dirty ground
when I know you're not around
shiny tops and soda pops
when I hear your lips make a sound
when I hear your lips make a sound

thirty notes in the mailbox
will tell ya that I'm coming home
and I think I'm gonna stick around
for a while so you're not alone
for a while so you're not alone

if you can hear a piano fall
you can hear me coming down the hall
if I can just hear your pretty voice
I don't think I need to see at all
don't think I need to see at all

soft hair and a velvet tongue
I wanna give ya what you give to me
and every breath that is in your lungs
is a tiny little gift to me
is a tiny little gift to me

I didn't feel so bad 'til the sun went down
then I come home
no one to wrap my arms around
wrap my arms around

well any man with a microphone
can tell you what he loves the most
and you know why you love at all
if you're thinking of the holy ghost
if you're thinking of the holy ghost

Cambio generazionale.


Dopo 18 anni di duro servizio la mia vecchia Head Elektra Master 660 ha raggiunto l'età giusta per la pensione.

In confronto alla racchette di oggi la "grigia" è diventata troppo pesante e ingestibile. Giocare con i mezzi tecnici odierni è tutta un'altra esperienza, appare addirittura un altro sport.

Per questo oggi ho ordinato l'ultima Head Flexpoint Prestige Mid (qui sotto), in arrivo a metà settimana prossima. Una racchetta da pro me la posso permettere dopo 18 anni di fedeltà alla "grigia".


Accontentando Erbasalvia.

Finiamola con il parlare di calcio. Suvvia, basta. Cambiamo argomento.

Concordo con con Margot sul 5.8 a Garden State. Sono riuscito, finalmente, a vederlo su Sky ieri sera e... delusione.

Oddio il film in sé non è brutto, brutto, brutto ma neanche bello. Purtroppo. Perché mi aspettavo di vedere qualcosa di nuovo, in più è sempre un film con Natalie, quindi le aspettative erano assai alta.

Salvo a pieni voti sicuramente molte idee visive e la fotografia nonché le scelte musicali ma per il resto ci sono molti buchi. Della storia mi piace il setting iniziale (suvvia, nulla di nuovo ma ormai non ci si può aspettare più di tanto) molto meno lo svolgimento, per niente il finale anche perché non si capisce come mai i personaggi cambino, cosa sia ciò che li faccia scattare (un barca in mezzo a una discarica nel New Jersey? Mah! Ok che il film si intitolava Large's Ark in lavorazione ma non può essere quello). Riguardo agli attori, boh, ho come la sensazione che la divina Natalie non abbia imbroccato il personaggio (piangere sa piangere e lo si sapeva ma per il resto mi appare un personaggio molto decentrato), Zack Braff è un morto che cammina, così eclettico in Scrubs, qui è monoespressione, ma il film è suo quindi sicuramente saprà meglio di tutti quanti cosa abbia voluto comunicare.

Sinceramente mi dispiace parlarne in questi termini ma tant'è.

Al cinema non c'è nulla. Che schifo. Ma è estate.

Domani torno a giocare a tennis. Grazie a Dio. Non vedo l'ora.

Saluti.

Parole sante.

Guido Rossi: "Questa è una sentenza straordinaria, come non si era mai vista nell'ambito della giustizia sportiva. Ne prendo atto, come si fa di fronte a una sentenza esemplare fatta da giudici straordinari. Invece sento una canea, parla tanta gente che voleva finisse a tarallucci e vino. E' quasi normale che parta la solita politica del piagnisteo italiota. Una politica che specie nel calcio è in gran voga: tutti vittime e nessun colpevole, tanto per cambiare".

PS: per leggere tra le righe è meglio che tutti gli altri se ne stiano zitti, sono volate già troppe cazzate.

L'unica vera ingiustizia, per tutti gli altri tifosi di calcio, che sono la stragrande maggioranza, sarebbe se la facessero tutti franca.

The (Red) White (& Green) Stripes

Devo dire che a parte l'orgoglio che provo per aver vinto la coppa del mondo di calcio mi fa ancora più piacere sentire intonare ovunque il motivetto di Seven Nation Army.

Anche Nme.com riporta la notizia:

"World Cup football player Francesco Totti has made The White Stripes the biggest band in Italy.

The unmistakable riff to 'Seven Nation Army' has been adopted by Italian football fans.

Players from the squad, led by Francesco Totti, started singing the refrain following the country's World Cup victory on Sunday night (July 9).

During the night of celebrations, the popularity of the tune caught on.

A source close to the band said: "There were 500,000 people singing (the riff) in the streets. It's become Italy's second national anthem."

There are currently no plans to re-release the single."

Inoltre, la cosa meravigliosa è che Jack White ha dichiarato quanto segue (sempre dalla rivista britannica):

"Jack White has spoken about Italian football fans' adoption of 'Seven Nation Army'.


The White Stripes song has become like a second national anthem, following the country's World Cup victory on Sunday night (July 9), when the squad, led by Francesco Totti, started singing the guitar refrain from the song.

Jack White said: "I am honoured that the Italians have adopted this song as their own. Nothing is more beautiful in music than when people embrace a melody and allow it to enter the pantheon of folk music.

"As a songwriter it is something impossible to plan. Especially in modern times. I love that most people who are chanting it have no idea where it came from. That's folk music."

As previously reported by NME.COM the song is yet to be re- released, and there are no plans to do so."

Che dire: ho le lacrime agli occhi!

Arrivederci e... GRAZIE!!!!

Come godo.



Un match da intenditori.

PS: le partite della Sharapova se uno chiude gli occhi diventano sempre un film porno.

Succose novità.

Sembra che la signorina Stella non ce l'abbia fatta... Sempre che sia lei. Se non lo è, mi scuso con la diretta interessata. Comunque, la seguente immagine è arrivata stamattina nella mia mail:


Però l'intercettazione più bella, sempre dal Corriere della Sera, riguarda il signor Giorgio Tino, consigliere di amministrazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, nonché, in precedenza e poi in contemporanea, dg dei Monopoli di Stato, nominato da Giulio Tremonti nel 2002. Eccola qui:


Bene, come si può bel leggere il Tino, che io per altro non ho mai intravisto a scuola, non è nemmeno a coscenza di quale sia l'istituzione all0'interno della quale dovrà ricoprire una carica così importante, e, per giunta, non gli importa neppure saperlo, basta che arrivi la nomina.

Ora io mi chiedo: perché persone del genere che non sono minimamente interessate a quel tipo di lavoro debbano accettarlo? Per accumolare più potere? Per accumolare più soldi?

Hanno nominato dirigente un soggetto al quale nulla frega dell'istituzione che è chiamato a guidare con l'intento di migliorarla oppure solo per occupare dei posti o distribuire soldi e potere a chi non ne ha bisogno? Interessa a qualcuno che le istituzioni siano libere, indipendenti e funzionali? Che abbiano dei risultati? Non credo visto ciò che si legge sui giornali e visto come i "dirigenti" amministrano quella grande balena arenata che è il Centro Sperimentale di Cinematografia (e qui mi riferisco al reparto burocratico non a quello didattico che, per il mio corso, grazie al corpo insegnate reputo molto formativo).

Poi uno non si dovrebbe incazzare.

Centro Sperimentale di P**BEEP**ologia?

Sui giornali nelle ultimi giorni tiene banco il teme delle intercettazioni telefoniche.

Particolarmente succosa è la seguente, avvenuta tra il portavoce di Fini, Salvo Sottile (no, non il giornalista del Tg5) e un tal Lorenzo non meglio identificato. Il Corriere della Sera, ieri 18 Giugno 2006, riportava:

Una certa Stella che vuole entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia viene ricevuta alla Farnesina. La manda un certo Lorenzo.

Lorenzo: "E' piccola ma carina. Compatta. Come la Smart. C'ha 22 anni. E' roba fresca"

Sottilie: "Ci facciamo fare un bel p... va! La facciamo entrare subito da Buttiglione"

Lei è "freddina". Ma sperando nel futuro, Sottile intercede: "Ho parlato con il mio omologo di Buttiglione, dopodomani al Consiglio dei ministri gli do il nome di quella ragazzina"

L'amico promette: "Sarà riconoscente. Gliel'ho spiegato, insomma"

Sottile: "Sarà meglio per lei. Sennò l'ammazzo di botte"

Chissà se sarà poi entrata. Mo m'informo.

Che schifo. Ok, non voglio fare il falso moralista che non sono, so bene che in questo mondo si va avanti a suon di sesso orale ma vedertelo scritto sui giornali provoca un certo effetto. Preferisco nasconere la testa sotto la sabbia.

Centro Sperimentale di Burocrazia.

Ieri, un baldo e giuovine sceneggiatore si alzava alle cinque della mattina per recarsi a Roma dalla natia terra oltre Pò con l’unico ed epico scopo di consegnare la sua amata sceneggiatura nelle mani del noto produttore straniero che, quello stesso giorno, due ore dopo il mezzogiorno, avrebbe tenuto una lezione nella sua, ancora per poco, scuola. Dopo una notte insonne, dovuta ai numerosi impegni che lo assillano in questo ultimo periodo e che la sera prima lo avevano fatto coricare molto tardi, si metteva sulla strada al fianco dal fido, nonché motorizzato, direttore della fotografia, sfidando camionisti senza cervella e il divino Morfeo sempre in agguato. Dopo poco meno di cinque ore, il giuovine varcava indenne la soglia di quella squadrata costruzione fascista, senza sapere cosa il destino gli avesse riservato.
Previdentemente si era portato una copia del suo preziosissimo scritto da casa, ben sapendo che la stampante di scuola, come spesso accade, avrebbe potuto essere guasta, riservandosi però l'onere della rilegatura al suo arrivo. Non l'avesse mai fatto!
Sfortunatamente la signora centralinista, l’unica addetta, tra più di centocinquanta dipendenti, alla consegna ufficiale della listella nera, il foglio di cartoncino spesso modello A4 e il gemello traslucido, essenziali per l’ardua impresa di rilegatura, aveva mandato un certificato medico che attestava la sua indisponibilità a prestare servizio per l’intera giornata. Tutto ciò aveva provocato l’inavvicinabilità dell’ufficio e delle tre tanto agognate componenti. Lo sceneggiatore già percepiva che ci sarebbe stato da sudare ma, senza perdersi d'animo, affacciandosi alla porta attigua, chiese gentilmente ai due addetti al protocollo, sebbene, in realtà, tale professione appaia un hobby in confronto al vero lavoro di accaniti tifosi giallorossi, chi potesse avere la chiave della stanza. I due biascicarono un semplice: "le guardie". Percorsi quel centinaio di metri abbondanti fino alla guardiola, la più anziana di tutte, un panciuto signore con i baffoni e i capelli bianchi gli comunicava, solo dopo essersi accertato delle generalità del baldo giuovine, con tono militaresco che per avere accesso al suddetto luogo doveva essere in possesso di una richiesta da parte di un dipendente della fondazione. Dopo essersi fatto ripetere l’ordine per essere certo di non incorrere in errori lo sceneggiatore trotterellava nuovamente verso il cortile interno dove incontrò quell’enorme massa da gigante dell’Uomo Ragno. Nella sua mente balenava il dubbio: “mi rivolgo alla gentile e ammirevole pulzella addetta alle relazioni con gli allievi o chiedo a Spider-Man ricoprendo lui la carica di segretario degli stessi?” Per comodità scelse la seconda ma, di nuovo sfortunatamente, si rivelò essere sbagliata. La sdegnata risposta alla domanda del ragazzo che riferiva la richiesta della guardia fu decisa e alterata perché non si trattava, lui, di un dipendente del settore amministrativo bensì del settore didattico e, quindi, lui, non poteva entrare in ambiti per i quali non era stato addestrato o interpretare ruoli per i quali, da contratto, non poteva ricoprire. Il nostro eroe doveva rivolgersi altrove, a coloro che ricoprivano quelle cariche. Sì, ma chi? “Vai al protocollo”.
Sebbene non più serenissimo d’animo il giuovane si recava nuovamente dai due hobbysti protocollari i quali vedendo arrivare ma, soprattutto, udendo la sua richiesta, serrarono i ranghi, chiusero la difesa e attuarono la trappola del fuorgioco: “che semo matti? Te autorizziamo noi? Ce vò l’autorizzazione del direttore dell’amministrazione”.
Fantozziani ricordi gli scorrevano per la mente mentre bussava timidamente alla porta di codesta carica istituzionale scolastica di primissimo piano. Un tocchettio sommesso rimbombava nella stanza ignota, oltre quella divisoria di legno. Una, due volte senza però ricevere risposta alcuna. Anche quella porta, come la prima che aveva cercato di aprire, era chiusa e l’ufficio, all’alba delle undici del mattino, vuoto!
E adesso? Che fare? Il baldo necessitava di quello scritto rilegato entro le due. Se tutte le vie ufficiali erano ustruite come poteva trovare la soluzione. “La gentile e ammirevole pulzella addetta alle relazioni con gli allievi!”, pensò. Ma, per la terza volta, sfortunatamente, capitava ciò che non doveva accadere: la dolce dea era assente, probabilmente in ferie.
Ormai sopraffatto, con le ultime forze che gli rimanevano e mosso dalla disperazione, chiedeva all’enorme mostro adiposo della segreteria allievi se lei fosse munita dei magici artefatti ma un orribile grugnito lo cacciò in men che non si dica. Bussava alla porta seguente dove, l’allampanato e secco trentenne dall’aria perennemente svampita e, a detta di tutti, ex pretendente della gentile e ammirevole pulzella addetta alle relazioni con gli allievi che aveva ricevuto un due di picche, gli rivelava che la sua ex fiamma dovesse nascondere ciò che cercava nell’ufficio chiuso e di chiedere al mostro adiposo la chiave per aprire.
Nonostante i lamenti e la messa in chiaro che il gesto che si accingeva a fare non rientrava nelle sue mansioni ed era illegale, la fiera rotonda apriva la porta e, dopo fruttuose ricerche, la preziosissima listella nera, il più pregiato dei potenti manufatti, era nelle mani del giovane! Rinfrancato nel cuore e nell’animo si dirigeva versò l’ala opposta del chiostro interno dove passando in rassegna tutte le porte vide tre dipendenti, intenti a parlare tra di loro, che ponevano attenzione tutti allo stesso schermo. Sfidando la loro santa pazienza ed esplicitando preventivamente che sarebbe stata una domanda stupida, poneva loro quesito se fossero in possesso degli altri due tesori. Inspiegabilmente il più anziano dei tre si alzò e, con fare leggiadro, aprendo un armadio, gli pose non solo il cartoncino spesso modello A4, di colore rosso, ma anche il gemello traslucido! Come lo sceneggiatore ebbe modo di rivelargli, gli aveva salvato la vita.
L’opera era ormai completa, la sceneggiatura rilegata. In soli cinquanta minuti era riuscito a venire a capo di un rompicapo insolubile ai più. Si sentiva fiero di sé e neppure la stanchezza per le parche ore di sonno riusciva ad affossarlo in quel momento.
Il produttore venne, parlò per quasi due ore e quando, dopo la lezione, si fermò a chiacchierare con i pochi studenti rimasti, il nostro eroe gli chiese se avrebbe potuto lasciarli la sua sceneggiatura. Lo straniero, tirando la sua sigaretta, gli rispose: “spediscimela via mail”.
Quando si toccano questi picchi d’assurdità è piacevole fare le cose per niente.

PS: post N°200.

VAN'S Podcast - Week 01/06/06.

Per sentirlo serve Quicktime 7.
Ultimamente mi stavo preoccupando per il mio estremo piacere verso tutto ciò che mi capita sottomano. Poi arriva, finalmente, il primo e tanto atteso album di Thom Yorke e scopro che le mie preoccupazioni non sono fondate. Il cd è una mezza delusione. Mi aspettavo di più probabilmente. Ho letto che qualcuno lo paragona a Kid A ma credo che affermarlo sia troppo una forzatura. Se ti chiami Thom Yorke e suoni un album elettronico non per forza vuol dire che hai composto un nuovo capolavoro come il quarto album di Radiohead. Perché questa è la verità: nel disco si sente la mancanza dei fratelli Greenwood, Ed e Phil. Comunque non mancano i piccoli gioielli. La parte centrale del cd (The Clock, Black Swan - la migliore di tutte e la più radioheadiana - e Skip Divided) sono molto belle, con un buon ritmo e ricordano, loro sì, le canzoni di Kid A. Probabilmente solo perché il composer è il leader di Radiohead l'album venderà bene però credo che, contrariamente alle aspettative, non finirà nella mia Top 10 di quest'anno.

The Raconteurs - Broken Boy Soldiers

Questo album se da qui al 31 Dicembre non capita la Rivoluzione entra di dirittto nella Top 10 del 2006. Il side project di Jack White e Brendan Benson con Patrick Keeler e Jack Lawrence dei Greenhornes è molto più di un progetto secondario: è un vero capolavoro. Non si sentiva una musica così fine sessanta, Beatles post-Revolver, e primi anni settanta, Led Zeppelin ed Eric "Slow hand" Clapton, da molto, molto tempo. Tutto il disco suona divinamente, presentando all'ascoltatore pezzi rock, ballate fino a qualcosa di più psichedelico. Sembra di essere tornati veramente indietro di quasi quarant'anni. Appare proprio che tutto ciò che il leader dei White Stripes faccia si trasformi in oro. Il singolo e prima traccia dell'album, Steady As She Goes, è un chart topper assicurato e dovrebbe andare in high rotation su tutte le radio. L'unico peccato sono i 33 minuti di durata del'opera: finisce troppo presto. La data live più vicina è Vienna. Cazzo, direi.

Impegni.

Non aggiorno molto perché sono impegnato nell'ardua realizzazione di questo. E si spera di esserlo per i mesi a venire.
Venerdì 26 sono stato a vedere i Babyshambles del Povero Pete. Hanno iniziato con due ore e quarantacinque di ritardo quindi il concerto del 26 è diventato quello di The Ian Fays, un duo gemellare americano chitarra, basso + drummer machine e tastiere. Che dire? A me sono piaciute. Canzoni molto tristi ma anche con un buon ritmo. Molto lo-fi e semplici. Ambedue molto affascinanti con indosso vestiti molto anni cinquanta, uno bianco e l'altro nero. Me ne sono innamorato. Disco su etichetta Homesleep (made in BO), motivo per cui sono in Italia per un mini tour. Sabato questo, il 3, suonano al Festival delle Valli, nella bassa modenese. E' d'obbligo andarci prima che il 7 se ne ritornino negli USA.

Qualche foto:


All'una meno un quarto iniziano i Babyshambles. Finalmente! Divertenti. Partono malino, tutti distorti, io ho un brivido: speriamo non sia così per tutto il concerto. Poi Pete si riprende, nonostante lo stupidissimo pubblico che gli lancia addosso di tutto, dai pupazzetti delle ragazzine in visibilio per il belloccio inglese ai tappi per le bottiglie. Lui risponde a tutti. Da del wanker a uno nel mezzo, che incazzato come un vipera sale sulle spalle di un compare e lo minaccia di venire ad affrontarlo. Siamo in Italia, dobbiamo farci riconoscere. Vedere i Babyshambles ricorda vedere una di quelle band del liceo che suonano anche bene ma fanno un pò quel che cazzo gli pare. Canzoni ripetute due volte, il cantante che blatera cose incomprensibili, tanta energia e devastazione a go-go. La droga comunque fa male e il Povero Pete ne è la dimostrazione. Non avevo visto nessuno così stonato da secoli. Comunque suonano delle gran canzoni, soprattutto l'ultima, Fuck Forever, ti da veramente la carica.

Ed ora il Povero Pete in preda ai suoi deliri:


Oh Madonna! Questa poi!



E questo sarebbe un Senatore della Repubblica? Mah... Bella gente!

Smash it up yeah, when I'm down.

Il problema, l'annoso problema, è che prendo troppo a cuore le cose che mi interessano. Ci credo ad un livello eccessivo che mi porta a profonde delusioni quando constato che le persone con le quali mi tocca collaborare non vi profondono il mio stesso impegno oppure quando mi scontro con gli italianissimi circoletti chiusi d'intellighenzie D.O.C. che si credono migliore di te a prescindere e non ti considerano minimamente perché, sfortunatamente, sprovvisto di fama o natali "elitari".

Ed è in questi momenti in cui emerge il mio estremismo che si cela dentro di me. Un pò come questa canzone di The (International) Noise Conspiracy.



i want to smash it up for all the workers who spent hours into nothing
i want to smash it up for all my sisters who got caught up in this funky system
i want to smash it up just like a locust, like a satellite shooting rockets
i want to smash it up in every way I can, right now I think I want to be your man
smash it up yeah, when i'm down
i want to smash it up for all the kids who, who got fucked up just like their parents did
i want to smash it up, the gods and masters who made us die so much faster
yeah yeah, you know i wanna smash it up
yeah yeah, you know we gotta smash it up
yeah yeah, common pretty smash it up
everybody right now, common everyone
smash it up yeah, when i'm down
i want to smash it up for all the people and for our right to be, to be treated equal
i want to smash it up for all my friends, i hope you stick around until the very end
yeah yeah, you know i wanna smash it up
yeah yeah, you know we gotta smash it up
yeah yeah, everybody wants to smash it up
common everyone right now, yeah
smash it up yeah, when i'm down, yeah
i wanna smash it up

Già fatto?


Sostituzione lampo!

Blogger Template by Blogcrowds